Parapendio

Torna a PACOTorna a PACO

Agli inizi degli anni '80 ho cominciato a volare con il deltaplano, poi, il mese di luglio 1987, e dopo aver visto alcuni "impavidi" scendere dal Monte Tamaro con il parapendìo, decisi di fare una giornata di scuola e vedere se l'attività poteva fare al caso mio. In quell'occasione feci la conoscenza di Lino, Girella (entrambi istruttori) Cesare e Marco. Il mio debutto nella pratica di questo sport avvenne con un'ala di fabbricazione francese, la Mouette. Subito mi iscrissi al Club Parapendio Ticino, ora ribattezzato Club Volo Libero Ticino e conobbi molti amici.

Acquistai poi, nel 1988, una Genair della Ailes de K. L'anno dopo optai per un parapendio di fabbricazione italiana: la Bull Ball della Paradelta Parma, vela che per quei tempi, vantava un aspetto inconsueto e che addirittura incuteva, a chi non l'aveva mai volata, persino paura. Il gran numero di cordini era il principale motivo di preoccupazione per chi, come me, faceva fatica a gestirne una cinquantina! Da allora ho sempre volato vele della Paradelta Parma, la Bull Ball 2, la Basic e la Breeze. A partire dal 1993, dopo aver iniziato a volare con l'aliante, la mia attività di parapendio si è un po' ridotta. Volo con una Break sempre del costruttore italiano Andrea Boschi.



La Mouette decollo al Tamaro
La Mouette
La Mouette è stato tra i primi a impiegare i cordini in Kevlar. Correva l'anno 1987 e lo sport del Parapendio, divenuto assai popolare faceva i suoi primi progressi. Nella foto accanto mi vedete in decollo dal versante sud-est del Monte Tamaro nel Canton Ticino

Torna in cima
Genair, Ailes de K al decollo di Cima di Medeglia
AdK Genair
L'incredibile, per quei tempi, Genair 312 del costruttore svizzero Laurent de Kalbermatten (Ailes de K). La particolarità di questa vela erano i "cassoni" chiusi che conferivano alle 2 metà ai lati dei 3 "cassoni" aperti una rigidità impressionante e che non risparmiò ai piloti qualche sorpresa (chiusure laterali mai viste prima di allora). La particolarità dei cassoni chiusi (così come appare nella foto scattata dal Romano venne poi eliminata praticando delle fessure nel bordo d'attacco. Questa modifica chiamata dal costruttore "D" o "dynamique" migliorò il pilotaggio e la sicurezza. Qui vedete un mio decollo dai Monti di Troggiano (Cima di Medeglia, regione del Monte Ceneri) con la Genair 312 non ancora modificata.

Torna in cima
Bul Ball, Paradelta Parma in finale a Camignolo
Bull Ball
128 cordini in Kevlar di 1 mm, concepiti in modo rivoluzionario e brevettato, una forma insolita, una certa "durezza" nei comandi (vela dura = vela sicura) e una grande abilità nelle termiche, erano i pregi principali di questo parapendìo, una certa lentezza era il suo difetto. La novità dei cordini consisteva nel rivestimento coestruso anziché in guaina tessuta, come i piloti erano abituati a vedere. L'aspetto era tale che veniva scherzosamente definito "da impianto elettrico". Molte volte al decollo, per prendermi in giro, gli amici mi chiedevano se disponevo del "provafase" per controllarli. L'annodatura era fatta con dei piombini "tallurit" di stampo deltaplanistico. Carlo Dalla Rosa con il prototipo di questa vela vinse le gare del campionato del mondo 1989 che si svolsero in Austria.

Torna in cima
Bull Ball 2 in termica
Bull Ball 2
La Bull Ball 2 si differenziava dal modello precedente a livello aerodinamico per quanto riguarda il profilo e l'allungamento. Il numero dei cordini si era ridotto di parecchio, grazie al raggruppamento degli stessi in alto. Di fatto ogni fune aveva 4 punti di attacco sui cassoni e il nuovo sistema di saldatura a ultrasuoni (tallurit eliminati dunque) rendeva il fascio funicolare (e la vela), oltre che più leggera, anche meno complicata da preparare al decollo. Le caratteristiche di volo erano migliorate sotto tutti gli aspetti, anche se la velocità non era proprio il suo forte. La foto a lato mostra la Bull Ball 2 con sullo sfondo gli splendidi Denti della Vecchia (regione del Luganese).

Torna in cima
Basic
Basic
La Basic aveva un concetto di fabbricazione in linea con le vele di quegli anni (1992-93), era definita e omologata come vela intermedia (destinata ai piloti che volevano una vela di alte prestazioni, ma non da competizione). La velocità e la finezza erano migliorati notevolmente rispetto alla Bull Ball 2, purtroppo le caratteristiche al decollo non erano stupefacenti. Fu proprio questo difetto a pregiudicarne il successo. Qui la Basic è ritratta sopra Avegno (Valle Maggia), foto scattata da Andrea Mäder, Moghegno.

Torna in cima
Breeze Paradelta Parma
Breeze
Quì a lato ritratto subito dopo il decollo al Monte Tamaro con la Breeze della quale ho avuto il piacere e la soddisfazione di volarne il prototipo e di scoprirne "in primis" le fenomenali caratteristiche di volo (estate 1993). Incredibilmente facile al decollo, buona efficienza, gamma di velocità notevole e buona maneggevolezza. Questa vela, pur se destinata ai principianti, mi ha dato soddisfazioni per parecchi anni. I suoi lati deboli erano il tasso di caduta che la penalizzava in condizioni deboli e una certa durezza nei comandi. La foto è cortesia di Cesare

Torna in cima
Break
Break
Dopo aver incominciato l'attività di volo con l'aliante e, in seguito quella di istruttore, ho ridotto sensibilmente i miei voli con il parapendìo. Questo non mi ha tuttavia impedito di acquistare, l'anno scorso, la Break, altra vela Paradelta Parma per principianti fabbricata in linea con gli ultimi "trucchi del mestiere", che conferiscono al Break caratteristiche di volo ovviamente ancora migliori rispetto al Breeze. Gli impegni citati e quelli professionali non mi permettono più di volare frequentemente come vorrei. Questo mi obbliga in un certo senso all'acquisto e al pilotaggio di vele per principianti, che tuttavia mi danno molta soddisfazione.
La foto a lato mostra il Break biancoblu immerso nel blu(bianco) del cielo Ticinese. La foto è cortesia di Cesare

Torna in cima
Lino Chiodero

Foto Lino ChioderoTitolare della Scuola di Volo Libero Lugano, Lino Chiodero ha insegnato fin dai primi anni ottanta la tecnica di volo; con il deltaplano prima e con il parapendio poi, a molti ticinesi e lombardi. Lino è stato anche uno dei fondatori del Club Parapendio Ticino, e il primo presidente del gruppo nell'ormai lontano 1987. Attualmente ha un poco ridotto l'attività di maestro di volo, è tuttavia sempre attivo come esperto federale delle categorie delta e para. Ho avuto il piacere di collaborare con lui e la sua scuola dal 1989 e fino al 1993 come aiuto istruttore para.


Torna in cima
Girella
vuotaA sinistra Lauro Rezzonico detto "Girella", quì ritratto con "Mani" Vetterli, volatile convinto ed ex presidente del Gruppo Volo a Vela Ticino.


Torna in cima
Cesare, Rom e James
CesareCesare Breda (a sinistra), quì impegnato con il compianto James (a destra) e il Rom (visita il suo sito) durante una cena a casa mia.
Cesare vola sempre con il parapendio ed è molto attivo nelle faccende organizzative e sociali presso vari gruppi.


Torna in cima
Marco
Marco FoeryMarco Foery alla Cima di Medeglia, appena staccati i piedi da terra. Passato un anno prima di me alla categoria "aliantisti", è sempre un volatile attivo. Lo scorso mese di luglio si è cimentato anche con la mia Break in un volo dimostrativo dal Monte Bre sopra Lugano. Ultimamente si è specializzato nell'acrobazia con aereo a motore.


Torna in cima